L’Europa si piace meno austera
Le elezioni europee del 25 maggio hanno perduto il loro candidato dell’austerità. Olli Rehn, attuale commissario agli Affari economici, lunedì ha perso la battaglia contro l’ex premier belga, Guy Verhofstadt, per guidare l’Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa (Alde) come candidato alla presidenza della Commissione. Sulla carta Rehn beneficiava di un ampio sostegno tra i partiti liberali del Vecchio continente, in gran parte favorevoli a politiche di riduzione della spesa e di riforme strutturali.
22 AGO 20

Le elezioni europee del 25 maggio hanno perduto il loro candidato dell’austerità. Olli Rehn, attuale commissario agli Affari economici, lunedì ha perso la battaglia contro l’ex premier belga, Guy Verhofstadt, per guidare l’Alleanza dei liberali e democratici per l’Europa (Alde) come candidato alla presidenza della Commissione. Sulla carta Rehn beneficiava di un ampio sostegno tra i partiti liberali del Vecchio continente, in gran parte favorevoli a politiche di riduzione della spesa e di riforme strutturali. Ma alla fine è rimasto vittima di una ribellione degli europarlamentari britannici contro il loro leader nazionale, Nick Clegg, e della minaccia di un’uscita dei centristi francesi dall’Alde (il cui gruppo rischia di essere decimato nel voto europeo) se avesse prevalso il candidato dell’austerità.
Tra sostegno agli Eurobond e critiche alla Germania, Verhofstadt incarna un liberal-socialismo molto simile al social-liberalismo del candidato del Partito del socialismo europeo, Martin Schulz. Anche il Partito popolare europeo sembra orientato a scegliere una personalità più solidale che austera. Le possibilità di Verhofstadt di succedere a José Manuel Barroso sono praticamente nulle: la partita per la Commissione si giocherà tra Ppe e Pse. Ma la sua candidatura potrebbe scuotere il panorama politico italiano. Da mesi Verhofstadt lavora a una lista di europeisti in Italia, attorno alle personalità di Mario Monti e Emma Bonino. Lo spazio politico c’è, in una campagna elettorale che si annuncia antieuropea. Restano da superare le reticenze di “due ego” che non sopportano le batoste nelle urne.